Marco Casetti, 63 anni: "...a soli 6 mesi dall’intervento, eccomi di nuovo sulle piste da sci!"

Insufficienza mitralica severa sintomatica


Era fine aprile dello scorso anno (2019), festeggiavo il mio 63° compleanno sulle piste da sci che per tutta la stagione invernale avevo frequentato. Mi sentivo in formissima ma ugualmente, come ogni anno in questo periodo, mi sottopongo al test da sforzo anche per controllare l’evoluzione di un riscontrato prolasso della valvola mitrale che da poco più di un anno è risultato di grado “moderato”.

I parametri sono in linea con l’età ma il cardiologo che effettua l’esame evidenzia un’anomalia e mi sottopone ad ulteriori accertamenti. Esito: rottura di una corda della valvola mitrale. Ma se stavo bene? Se ho corso tutto l’anno per le piste da sci o in bicicletta? Che fare? Intervento? di che tipo? In quale struttura? Panico, incredulità, nuove valutazioni mediche, nuovi consulti, confusione anche per i familiari. Ma per mia fortuna sul mio cammino trovo un nuovo “amico” cardiologo che non lascia spazi a dubbi... Dopo pochi giorni l’incontro con il Prof. Glauber.

Chiamiamola empatia, senso di sicurezza dovuta alla sua grande professionalità e profonda umanità nell'approccio con il paziente. Uno sguardo allo schermo dell’ecografo e subito individua la corda spezzata, la dimensione dell’anello mitralico da inserire, il volume dell’atrio. Non ho bisogno neppure di ascoltare la descrizione della tecnica chirurgica che adotterà e che poi con semplicità di parole mi illustrerà. Guardo negli occhi mia moglie. E’ lui a cui affideremo il mio cuore!

Arrivo in ospedale il giorno prima dell’intervento, è domenica, il Prof. Mattia Glauber sente al telefono un suo paziente operato il giorno precedente per la stessa patologia. E’ seduto sul letto, mi racconta delle paure che hanno preceduto l’intervento e che ora hanno lasciato il posto ad una ritrovata serenità, che il volto esprime più delle parole.

Riparazione plastica della mia valvola con intervento mini-invasivo e, già che c’era, chiusura di un forame congenito e rimodellamento dell’atrio, che per via del prolasso si era un po' dilatato.

Mi risveglio, nessun dolore, nessuna fatica nel respirare, dopo un giorno sono in piedi e nei giorni successivi passeggio per i corridoi…. e Mattia?…..sempre presente!

Otto giorni dopo il ricovero sono dimesso, posso tornare a casa con la mia fantastica moglie, non prima però di esserci seduti al tavolo di un ristorante per mangiare un boccone.

Tele–monitoraggio da casa per ecocardiogramma, dosaggi e pressione nei primi mesi, una scelta condivisa. Lunghe passeggiate, giri in bicicletta e qualche viaggio nei mesi successivi e ora, a soli sei mesi dall’intervento, eccomi di nuovo sulle piste da sci…….mi sarebbe dispiaciuto perdere questa meravigliosa stagione invernale!

Grazie “Mattia” per per la tua opera coraggiosa e per l’umanità che l’accompagna a beneficio dei tanti pazienti che a te si sono affidati e grazie al Prof. Maurizio Tespili, l’altro angelo, che a Mattia mi ha indirizzato e personalmente accompagnato e che ancora, con amicizia e grandissima professionalità, mi segue nella terapia.

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